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Pubblicata in data 27/8/2007 Prima di campionato in archivio, e non si può dire che non sia successo di tutto. Cominciano sabato Lazio e Torino spartendosi la posta dopo una partita vibrante, Rosina si conferma uomo dai piedi d'oro e Rossi uomo sfortunato dato che da mezza squadra ora se ne ritrova un quarto, decimata dagli infortuni. Poi la Juve versione serale che fa un sol boccone del Livorno. Non era la vera Juve e non era il vero Livorno, ma se le punte bianconere continuano a pungere così, supportate dal resto della squadra, questi di strada ne faranno. La domenica ha poi offerto la solita Inter, presa a pallate in casa dall'Udinese contro la quale dopo aver giocato malissimo come sempre, si autopunisce tafazzianamente con un autogol che pareggia una partita giusta da pareggiare. Stucchevoli le dichiarazioni di Mancini, lo scudetto della faccia tosta l'ha già vinto. Il Milan passeggia con un Genoa ancora stordito dal ritorno in A, ma anche i rossoneri fanno capire che al banchetto del campionato punteranno pure loro sul piatto migliore. Vince la Fiorentina nel derby toscano, sfoggiando un Montolivo che dà del tu al pallone e un Pazzini subito in gol, dimostrando di aver puntato giusto sulla linea verde. Stecca di brutto invece il Napule, che abbandona la cadetteria solo di nome lasciando ad un ordinario Cagliari l'intera posta sul terreno amico. Bel pareggio tra Parma e Catania che si affrontano a viso aperto, come pure la Reggina e l'Atalanta di Del Neri mentre Vincenzino Montella regala i tre punti alla Sampdoria corsara contro un Siena volenteroso ma distratto nel finale. E infine il posticipo di Palermo che la Roma ha sfruttato e giocato come meglio non poteva. I rosanero del romano Colantuono (sosia di Spalletti per pelata, camicia e cravatta) annichiliti dalla partenza come sempre roboante dei giallorossi, ne pigliano due senza attenuanti, legni a parte. Buona squadra, ma la Roma ha già la marcia in più che tutti le accreditano. E se manca Pizarro, ecco un Aquilani in forma nazionale, che con una sassata da trenta metri chiude i giochi e mette fieno in cascina. Chiudiamo con le note negative sintomo di un nervosismo che se è segno di perenne imbecillità figuriamoci quando si manifesta alla prima giornata. Cominciamo con un noto giornalista sportivo che, ritenendo che nella capitale non ci sia la giusta dose di violenza, ha pensato bene di aizzare subito i cani contro gli arbitri e la Juve. Il problema è che lo seguiranno. Proseguiamo col pittoresco tecnico del Catania Baldini che per non smentire il suo carattere fumantino si esibisce in un calcio nelle terga del collega Di Carlo. E poi falli assassini, un presidente che grida "venduto", nervi a fior di pelle qua e là. Davvero un bell'inizio, non c'è che dire. Che succederà all'ultima di campionato? |