PRECARIATO: sogni rubati - >>>>>> torna indietro
Pubblicata in data 16/10/2007

Avevo un sogno da bambina, quando con un microfono in mano fingevo di condurre un tg. Davanti allo specchio del bagno piccolo leggevo un foglio di carta con su alcuni appunti scritti di fretta, guardavo la mia immagine riflessa e facevo finta che li ci fosse una telecamera. Avevo un sogno da bambina, quando mi truccavo per gioco e sempre per gioco indossavo i vestiti di mia madre. Avevo un sogno, quando da bambina giocavo alla donna in carriera: tacchi alti, impermeabile, capelli cotonati e valigetta in pelle, fingevo di correre a lavoro, fingevo di arrivare in una redazione stracolma di persone, dove avrei condotto un telegiornale. Improvvisavo notizie assurde, intervistavo personaggi famosi dello spettacolo, giocatori della Roma, lanciavo i servizi e i nomi degli inviati. Una bambina di otto o dieci anni al massimo con le idee chiare, con il grande desiderio di trasformare con il tempo la finzione in realtà. Determinata e cocciuta, a chiunque mi chideva cosa avrei voluto fare da grande, rispondevo fiera: la giornalista. Avevo un sogno da bambina e ce l’ho ancora, perché con il tempo non ha fatto altro che crescere questo desiderio, perché con il tempo ho capito che quella finzione non era un semplice capriccio o un gico infantile ma qualcosa a cui tenevo particolarmente. Perché “Sogni Rubati” ? Viviamo in una socieà in cui non esiste piu l’assunzione a tempo indeterminato, in cui i contratti a progetto e il lavoro precario hanno la meglio; viviamo in una società in cui la vita costa cara, in una società in cui non si riesce quasi mai ad arrivare alla fine del mese con un modestissimo Euro in tasca. I giovani, noi giovani, siamo trattati come pezze da piedi; nessuno ci sta dando l’opportunità di poterci creare un futuro, di essere indipendenti, di non dipendere più dalle nostre famiglie. Pensiamoci un attimo. Come fa un ragazzo della mia età ad andare via di casa, senza un serio contratto di lavoro , come fa a crearsi un futuro, come può emergere nella società? E’ vergognoso! La parte peggiore di tutto questo è che cosi facendo, non solo non abbiamo l’opportunità di pensare al domani, cosi facendo veniamo privati di ciò che ci aiuta ad andare avanti: i sogni. Io fortunatamente ho una casa, che condivido con il mio ragazzo, ma è una proprietà che abbiamo ereditato, altrimenti non avremmo mai potuto pensare di andare a vivere insieme. Ecco il motivo per cui insisto nel dire che non solo questa società non ci permette di crearci un futuro nostro, ma ci ha tolto la cosa più bella: SOGNARE!! L'unica certezza? La Roma!! : ))))))